Emergenza! (?)

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Non è tanto l’argomento, quello che mi stuzzica.

Oh, mica è stata questa l’unica pubblicazione in merito, basta guardare i links.

Del resto, è una funzione tutto sommato normale, fisiologica, entro certi limiti.

Non mi stupisce quindi che meriti l’attenzione di insigni colleghi, che si attardano a vagliarne aspetti culturali e ripercussioni contemporanee, indagandone gli aspetti psicologici, legali, ambientali, teatrali e financo biblici. Con tanto di ipotesi fisiopatologiche e sintesi delle principali aberrazioni, alla luce di precisi parametri e grafici interpretativi.

Peccato gli Autori abbiano trascurato di citare i notevoli vertici poetici raggiunti, specie in vernacolare, sull’argomento.

No, dicevo, quel che mi secca non è tanto l’argomento, quanto la rivista su cui questo articolo viene pubblicato: Journal of Emergency Medicine.

Emergenza?

Filosofia spicciola


Ricevo da Eugic

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti alcuni oggetti, quando la classe incominciò a zittirsi prese un grande barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf; chiese poi agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi risposero che lo era.
Il professore allora prese un barattolo di ghiaia e la rovesciò nel barattolo di maionese, lo scosse leggermente e i sassolini si posizionarono negli spazi vuoti tra le palline da golf.
Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno e questi concordarono che lo era.

Il professore prese allora una scatola di sabbia e la rovesciò nel barattolo, ovviamente la sabbia si sparse ovunque all’interno.
Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno e gli studenti risposero con un unanime ‘si’.
Il professore estrasse quindi due bicchieri di vino da sotto la cattedra e rovesciò il loro intero contenuto nel barattolo andando così effettivamente a riempire gli spazi vuoti nella sabbia; gli studenti risero. ‘Ora’, disse il professore non appena la risata si fu placata, voglio che consideriate questo barattolo come la vostra vita: le palle da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri bambini, la vostra salute, i vostri amici e le vostre passioni, le cose per cui, se anche tutto il resto andasse perduto, e solo queste rimanessero, la vostra vita continuerebbe ad essere piena .
I sassolini sono le altre cose che hanno importanza come il vostro lavoro, la casa, la macchina…
La sabbia è tutto il resto, le piccole cose. Se voi mettete nel barattolo la sabbia per prima non ci sarà spazio per la ghiaia e nemmeno per le palle da golf, lo stesso vale per la vita, se spendete tutto il vostro tempo e le vostre energie dietro le piccole cose non avrete più spazio per le cose che sono importanti per voi.
Prestate attenzione alle cose che sono indispensabili per la vostra felicità; giocate con i vostri bambini, godetevi la famiglia e genitori fin che ci sono…. portate lui/lei fuori a cena… e non solo nelle occasioni importanti !
Tanto ci sarà sempre tempo per pulire la casa o fissare gli appuntamenti. Prendetevi cura per prima delle palle da golf, le cose che contano davvero. Fissate le priorità… il resto è solo sabbia.’
Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise: ‘Sono felice che tu l’abbia chiesto, serve solo per mostrarvi che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita, ci sarà sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico’!!.



QUI  E’ TUTTO AL CONTRARIO
 


 

 


Qui è tutto sbagliato

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,

e così, tricchete tracchete, il trauma è già bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale

e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perché stai bene,

e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la pensione,

e te la godi al meglio.

Col passare dl tempo, le tue forze aumentano,

il tuo fisico migliora,

le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare,

 e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.

Lavori quarant’anni, finché non sei così giovane

da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso

e ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi con gli amici,

senza alcun tipo di obbligo e responsabilità,

finché non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo,

ti infili in un posto che ormai

dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi nove mesi li passi flottando tranquillo e sereno,

in un posto riscaldato, con room service e tanto affetto,

senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

 

"Pescata" su una bacheca di ospedale.