Sesso, vita, armadietto – slides 17, 24 –

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Ecco, vediamo cosa avete risposto a questa domanda: due persone fertili che fanno l’amore in un giorno “adatto” al concepimento… quali sono le probabilità di avere effettivamente una gravidanza?

Mmmhh… quasi tutti avete puntato al 50%… Vedremo insieme che non è così, che la percentuale corretta si aggira intorno al 20-25%.

Viene da chiedersi perché. Perché uno+uno non fa due?

Di primo acchito mi verrebbe da pensare: diamine! Non sono io, non siamo noi i padroni della vita! Questa cosa la gestiamo solo in minima parte ma non dipende tutto e solo dalla nostra volontà.

Già. Ma come mai?

Una prima difficoltà è dovuta al fatto che spermatozoi e ovociti si devono incontrare mentre sono entrambi vitali. Ma quanto può vivere un ovocita? Ne avete idea?

Più o meno vive quanto una farfalla: 24 ore. E’ però complicato individuare quali sono queste 24 ore: ci vuole un ginecologo che ripeta ecografie in serie per essere ragionevolmente sicuri del momento della ovulazione. E’ meglio che l’ovocita pensi di andare col primo che passa, che la vita è breve! Se non passa nessuno, via! l’ovocita muore e  non succede niente.

E lo spermatozoo? Quanto vive? Più o meno vivrà un giorno anche lui, no? Vedremo invece che in qualche circostanza ci sono spermatozoi che arrivano a vivere anche 72 ore.

Quindi un rapporto sessuale il lunedì può innescare una gravidanza anche giovedì.

Ma, pur se difficilmente individuabili, sono pochi i giorni effettivamente fecondi per la coppia in un mese.

E poi, altra difficoltà, si concepisce attraverso un rapporto sessuale.

Ecco, io qui vi volevo mettere l’immagine di un bel rapporto sessuale, una bella foto di un uomo e una donna che fanno l’amore.

E immancabilmente mi sono frenato. Mi hanno insegnato a pensare che questa è pornografia. Il mio cervello è ormai tarato al punto da pensare che un uomo e una donna che si amano, che hanno un vertice fisico di unione in un rapporto sessuale completo, sia pornografia. Che scippo! Che furto, che perdita! Il momento bellissimo dell’amplesso, il momento in cui posso guardare mia moglie negli occhi e dirle: ti amo per quello che sei e non per quello che fai, il momento in cui io e lei diventiamo una carne sola, come può essere pornografico?

Due esseri umani che si guardano negli occhi, in questo momento, a differenza di ogni altro animale…

C’è un filosofo che descrive questa situazione come si trattasse di un “animale con due schiene”: che bello!

Comunque sia, mi sono limitato a mettere uno schema di quello che succede dal punto di vista genitale. Il pene eretto del maschio penetra sul fondo della vagina e lì deposita il suo carico di spermatozoi.

E si potrebbe pensare che quello fosse il posto migliore per loro, o quanto meno il posto più vicino al loro obiettivo finale.

E invece no: è come se gli spermatozoi precipitassero nell’acido muriatico. Il pH del fornice vaginale è talmente basso che la loro sopravvivenza è assolutamente a rischio. Nella migliore delle ipotesi lascia vivo il fornice vaginale solo il 2% degli spermatozoi.

Una strage! Mi viene spontaneo pensare allo sbarco in Normandia. Avete presente il film “Salvate il soldato Ryan”? Arrivano sulla Omaha Bay, tirano giù le paratie e… ta-ta-ta-ta- ta! Tutti morti! Prima di cominciare! Echhediamine! Non vale!

D’accordo, è un paragone che fa sorridere, però mi piace ricordare che anche questi coraggiosi soldati, in qualche modo, ci hanno dato la vita, o almeno una qualità di vita ben diversa da quella che ci prometteva il nazionalsocialismo.

Insomma: è un suicidio collettivo? Guardate bene, perché c’è qualcuno di questi gameti che pensa che no, oggi non è un buon giorno per morire, e decide che è meglio “suicidare” il suo vicino.

Se vuole sopravvivere, però, ha una sola via di fuga: la bocca dell’utero.

Si dà il caso, però, che la bocca sia chiusa, per tre settimane su quattro, più o meno. E quindi non c’è scampo per nessuno, in questi giorni tutti gli spermatozoi muoiono qui, sul fondo della vagina.

Per pochi giorni in un mese, però, le maglie della difesa sono allentate e i gameti maschili riescono ad intrufolarsi e passare oltre, salendo nel collo dell’utero.

Cosa determina apertura e chiusura del passaggio? Si tratta della qualità del muco cervicale, prodotto da ghiandole presenti nel collo dell’utero.

Come il muco che produce il mio naso cambia di qualità a seconda che io abbia il raffreddore o l’influenza, così cambia anche fisiologicamente la qualità del muco che scende dalle ghiandole fel collo uterino e si affaccia sui genitali esterni femminili. Ogni donna sa che per qualche giorno questo muco è trasparente, filante, a chiara d’uovo, mentre per lo più rimane denso, grumoso, appiccicaticcio.

Il muco filante, estrogenico,  è fertile (muco filante, pericolo costante!), il muco denso, nel periodo progestinico,  è sterile, nessuno spermatozoo lo attraversa.

Seguiamo il percorso del 2% degli spermatozoi che risalgono entro il collo dell’utero.

Qualcuno di loro prosegue diritto verso l’obiettivo finale, ansioso di arrivare primo. Però può essere che arrivi alla meta e non trovi alcun ovocita; senza riserve energetiche questo gamete morirà. Altri suoi concorrenti possono invece stazionare per 24-48 ore entro le camere mucipare del collo uterino, quasi sostassero per la notte in un motel nell’attesa di fare una “partenza intelligente” l’indomani. Sono questi i gameti maschili che sopravvivono anche 72 ore.

In ogni caso, arrivati entro il corpo dell’utero, gli spermatozoi sopravvissuti dovranno dirigersi a destra o a sinistra, entro le tube, verso uno dei due ovai. Ma l’ovocita è presente solo da un lato, e il numero degli spermatozoi che ha qualche chance di successo si riduce ulteriormente.

Capite bene che il numero di quelli che riescono ad imboccare la tuba giusta e arrivano in vista dell’ovocita è decisamente diminuito, rispetto alle premesse e quindi forse ora trovate più logico pensare che le percentuali di successo finale siano decisamente ridotte.

Per inciso, uno studio su 1239 coppie dello Utah ha dimostrato che cercare una gravidanza nei giorni identificati più adatti secondo l’analisi di segni e sintomi fisiologici, prevede un successo del 25% dei casi, mentre nello stesso periodo metodi di fecondazione in vitro non arrivavano oltre il 20%. Già: la natura offre ancora risultati migliori rispetto alla tecnoscienza, che delude quatto coppie su cinque, rimandandole a casa col portafogli vuoto e il cuore gonfio di amarezza.

No credete alle sirene, spesso tradiscono.

(to be continued)

Sesso, vita, armadietto – slides 11, 16 -

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La fertilità maschile è semplice, direi banale: ad un certo punto si inizia a produrre spermatozoi e no si smette più, per molti anni. Punto.

La femmina invece, lo sappiamo, ha una fertilità regolata da “cicli” che la rendono fertile solo in alcuni giorni del mese, quando è possibile fecondare l’ovocita.

Ma come nasce un ovocita?

Spostiamo la nostra attenzione dentro il nostro cervello, dentro questa cassaforte ossea che lo protegge. Notiamo la presenza sulla base del cranio di una seconda cassaforte ossea, la sella turcica, così detta. Una cassaforte dentro una cassaforte! Dovrà contenere qualcosa di prezioso, presumiamo. E infatti è lì che risiede l’ipofisi, una della ghiandole più importanti del nostro corpo, capace di regolare una miriade di funzioni fisiologiche.

Noi seguiamo quello che succede circa la sfera sessuale: ad un certo punto è come se nel cervello umano si accendesse una lampadina che mette in gioco nuova energia: il corpo si trasforma, spuntano i peli pubici, cambiano le dimensioni dei genitali esterni, cambiano le masse muscolari, cresce il seno femminile, cambia il tono della voce… Si ha lo sviluppo puberale, in età variabili sia per situazione culturale che per area geografica.

Maschi e femmine diventano fertili, possono produrre gameti, ovociti o spermatozoi.

Questa “lampadina” deve ancora accendersi in mia figlia, mentre si è già spenta – bruciata?- in mia madre.

E’ l’ipofisi che manda ai vari organi le “istruzioni” su come si devono comportare in questa fase e in particolare informa ovaie e testicoli che è ora di mettersi al lavoro.

I testicoli lavoreranno senza posa, le ovaie ciclicamente.

Immaginiamo l’ovaio come un condominio sulla spiaggia, di fronte al mare.

Lo ha progettato un architetto un tantino esuberante, tanto che alla nascita, all’inaugurazione, al taglio del nastro, questo mega-hotel dispone di quarantamila “alloggiamenti”.

Nell’arco della sua vita, però, ne vedrà abitati solo quattrocento, circa, e per giunta con un solo inquilino per volta.

Per quattrocento volte, circa, si ripeterà il ciclo ovarico: l’inquilino, che è poi il futuro ovocita, prende possesso del suo appartamento (il follicolo ovarico) e inizia ad ingrandirlo, dipingendo le pareti di un rosso acceso e continuando ad allargare gli spazi, sempre più irrequieto.

Ad un certo punto la combina grossa: buca la parete “sbagliata” e rompe la superficie stessa dell’ovaio, finendo, per così dire, nel vuoto, o meglio, afferrato dalla parte estrema della tuba uterina.

Qualche volta il fenomeno è accompagnato da un dolorino sordo o anche da qualche goccia di sangue.

La parete rossastra del follicolo ingiallisce, diventa corpo luteo. La stanza viene “murata” e non sarà più abitabile.

In pochi giorni si è punto e a capo e tutto riparte da principio.

Nel periodo che precede l’ovulazione la parete interna del follicolo produce un ormone noto come estrogeno.

La parola vi dice nulla?

Già, gli estrogeni sono quelle sostanze che i culturisti utilizzano per “gonfiare” i propri muscoli, servono appunto a gonfiare, a rendere tutto più soffice più morbido, più coccolone.

Anche l’utero sui ammorbidisce e un procedimento di autopalpazione consentirebbe di toccarne la bocca e sentirla morbida come le mie labbra.

Anche l’umore femminile risente degli estrogeni, che raggiungono un picco proprio prima dell’ovulazione (è allora che mia moglie ha tanta voglia di coccole), per decrescere rapidamente subito dopo (e mia moglie all’improvviso rivolge le sue attenzioni a mobili e pavimenti).

Dopo l’ovulazione gli estrogeni sono al minimo, mentre spicca un ormone prodotto dal corpo luteo: il progesterone.

Pro-gesterone. Favorisce (pro) la gest-azione! E’ l’ormone della gravidanza, l’ormone della accoglienza potremmo dire. Questo fa due cose, presumendo che possa arrivare un “ospite “entro l’utero predispone uno strato sempre più soffice di moquette (la mucosa uterina interna) e “accende il riscaldamento”, elevando di qualche decimo di grado la temperatura basale corporea, specie a livello uterino.

Va da sé che quasi sempre l’attesa è vana. Non arriva nessun ospite. Con i tempi che corrono ne arrivano 1.2 per donna, nel corso di tutta una vita.

Questo vuol dire che posso “spegnere il riscaldamento”, il progesterone praticamente scompare, la mucosa uterina si deteriora rapidamente e se ne esce all’esterno, sotto forma di mestruazione.

Convenzionalmente è questo il giorno di inizio del ciclo mestruale, un giorno facile da identificare e ricordare. E’ invece molto difficile sapere con precisione il giorno della ovulazione.

Il ciclo ricomincia, l’utero si appresterà a ricreare in pochi giorni la tanto accogliente “moquette” e così via.

Qualcuno di voi non ha ancora le idee chiare sulla possibilità che una ovulazione si ripeta nello stesso ciclo ovarico.

E’ possibile che ci siano più ovulazioni?

Certo, altrimenti come li spieghi i gemelli eterozigoti, cioè i gemelli “diversi”?

Se per i gemelli-gemelli (omozigoti) è chiaro che c’è stata una sola cellula uovo fecondata da un solo spermatozoo, e poi, vai a capire perché, verso il decimo, dodicesimo giorno tutto si è raddoppiato e si sono distinti due esseri umani diversi (ma uguali), nel caso siano nati due gemelli eterozigoti è chiaro che devono esserci stati due ovociti fecondati da due spermatozoi.

In qualche circostanza negli anni scorsi il telegiornale riferiva di parti plurigemellari (sei, sette, otto gemelli) connessi a pratiche di fecondazione in vitro: in effetti le ovulazioni multiple possono essere desiderate da chi si appresta ad effettuare una FIVET e indotte farmacologicamente, con farmaci per bocca a più efficacemente per via intramuscolare che inducono l’ovaio ad ovulare ripetutamente, portando a maturazione contemporanea più ovociti.

In passato la sindrome da iperstimolazione ovarica, con ovaie grandi come meloni, che scoppiettavano come un sacchetto di pocorn nel forno a microonde, hanno fatto anche qualche vittima. Morti per FIVET. Qualcuno ne ha sentito parlare’

In ogni caso, quello che volevo farvi comprendere è che esiste un unico periodo ovulatorio in ogni ciclo ovarico, un lasso di tempo entro il quale sono possibili più ovulazioni, fisiologiche o indotte farmacologicamente, ma limitate a quelle poche ore (più o meno una trentina).

Prima di questo periodo e dopo questo periodo, nessuna altra ovulazione è possibile.

Ok?

 

(to be continued)

Sesso, vita, armadietto – slide 2, 6 –

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Bene, eccoci di  nuovo insieme.

Credo che uno degli obiettivi della serata sia già stato raggiunto. Vi ho visti parlare volentieri insieme di cose sulle quali magari spesso si scherza, ma poco discute seriamente. So che le domande erano talvolata semplici, talvolta ambigue, comunque adesso le rivediamo insieme.

Partiamo dal maschietto.

Un’occhiata rapida alle risposte… facili. Quasi tutti avete risposto bene… qualche incertezza su numero e vitalità… vediamo.

La fertilità maschile è assicurata dai testicoli, che si trovano nello scroto, potremmo dire in superficie rispetto agli altri organi interni. Essi producono spermatozoi, i gamenti della vita del maschio. Gli spermatozoi, per uscire dal corpo maschile devono percorrere un lungo tragitto, quasi una autostrada, potremmo dire. Si tratta del dotto deferente, che li fa viaggiare fin su, intorno alla vescica e poi giù, verso le vescichette seminali e la prostata. Qui c’è una specie di autogrill sull’autostrada: gli spermatozoi fanno benzina, si arricchiscono del liquido seminale, assai energetico, e ripartono. Il 90% di quello che riparte è liquido seminale, prodotto dalla prostata.

Il loro viaggio prosegue entro i corpi cavernosi del pene, gonfi di sangue a motivo dell’eccitazione sessuale,  entro l’uretra, fino all’uscita.

Come vedete, l’uretra maschile è lo stesso condotto che veicola all’occorrenza l’urina, ma è noto che liquido seminale ed urina non possono transitare insieme: una regolazione neurologica lo impedisce a questo livello. Dove c’è un bivio, c’è un semaforo, per capirci.

Gli spermatozoi sono nuotatori, grandi nuotatori. Vedete come sono fatti al microscopio elettronico: una testa, che contiene il patrimonio genetico, e una coda che ha il solo scopo di farli nuotare.

Ce ne sono tantissimi, ma sappiamo che uno solo vince. Vince sempre il migliore, quello che è fatto per nuotare. Il Michael Phelps. Tu buttalo in piscina e vince lui, è fatto per nuotare. Se poi gareggia contro nuotatori “malfatti”, cioè forme anomale di spermatozoi, non c’è partita.

Dicevamo che sono tantissimi. Una gara allucinante, come se tutta la popolazione del Canada si iscrivesse ad una maratona di nuoto da Sirmione, a sud dewl lago di Garda, fino a Riva del Garda, a Nord. Tutto il lago a nuoto: il primo che arriva vince, glia altri muoiono, annegati. Chi di noi si iscriverebbe a questa gara?

Eppure partecipano in tanti. Quanti sono secondo voi? Migliaia? Milioni? Certo, quando studiavo anatomia ci istruivano che gli spermatozoi sono quasi mezzo miliardo, ora sì e no ne contiamo 200 milioni, in pochi millilitri cubi. Oh! 200 milioni! Pensiamo che siano euro: posso spendere 250 milioni di euro tutti i giorni! Anzi, anche più volte al giorno, se ce la faccio! (Va bè, saranno meno la seconda volta, ma si parla pur sempre di grandi cifre).

Il numero degli spermatozoi è importante per la fertilità e così pure la loro motilità.  L’OMS fissa una soglia a 20 milioni/ml, ed un numero di spermatozoi in grado di muoversi maggiore del 50%. Sotto questa soglia la sterilità è quasi sicura, né esistono rimedi farmacologici efficaci per recuperare terreno. La maturazione di uno spermatozoo dura 6-9 mesi e le vitamine che le farmacie vi vendono per “rafforzare” i vostri spermatozoi hanno un effetto assai difficile da dimostrare.

Il fatto è che il numero e la motilità degli spermatozoi sono in drammatica diminuzione: in sintesi la colpa è di inquinamento cittadino, fumo di sigaretta, temperature ambientali elevate, jeans troppo stretti, stress. Credo che ognuno di noi abbia almeno uno di questi fattori di rischio. Mio nonno non ne aveva alcuno.

Il maschio produce spermatozoi tutti i giorni e per tutta la sua vita fertile, che può essere assai lunga: Saul Bellow  ebbe un figlio a 84 anni, Anthony Quinn a 81, Chaplin a 73, Ricasso a 68… e so che qualcuno di voi sta pensando che nessuno a quel tempo faceva test di paternità…

Ok. Non c’è molto altro da dire.

Domande?

 Passiamo alla femminuccia.

 

(to be continued)

 

 

 

Sesso, vita, armadietto – slide 1 – test

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Buonasera a tutti.

Mi chiamo Bruno Dal Corso e sono medico.

Chiarisco subito però che non sono ginecologo, e pertanto coloro che si aspettano una lezione universitaria di anatomia e fisiologia riproduttiva rimarranno profondamente delusi.

Di fatto io sono anestesista, e questo vuol anche dire che se qualcuno dormirà mentre parlo, sarò il primo ad esserne felice.

Non sono a questo corso fidanzati in veste di ginecologo, mi considero piuttosto un vostro compagno di viaggio.

Seguo da anni un corso fidanzati come animatore, dall’inizio alla fine, e in quella sede mi hanno affibbiato la responsabilità di condurre una serata come questa.

Da molti anni ormai mi chiamano qui e là per parlare ai fidanzati in corsi come questo.

Di cosa parleremo stasera?

La slide alle mie spalle dice “Sesso, vita, armadietto”: parleremo di vita, di come la vita si trasmetta, normalmente attraverso il sesso, e quindi di quell’”armadietto” che tutti potremo avere in casa e dei dispositivi farmacologici e non che contiene e che noi possiamo utilizzare per regolare la trasmissione della vita attraverso il sesso.

Il titolo vuole parafrasare quello di un film famoso qualche anno fa: Il leone, la strega, l’armadio.

Qualcuno l’ha visto?

Tre ragazzini attraverso la porta di un magico armadio entrano in un mondo misterioso dove incontrano un leone parlante. Questo leone, per dichiarata intenzione dell’autore, ripercorre passo per passo la vicenda di Gesù Cristo (il leone di Giuda…), passione, morte e resurrezione.

Ecco, per questo mi piace questa parafrasi: parleremo di cosette apparentemente scientifiche,  lontane dal senso religioso della vita e del matrimonio, eppure vi assicuro che sotto ognuna delle cose che vi dirò c’è Gesù Cristo; è Lui il vero motivo della mia presenza qui stasera.

Come ne parleremo?

Ho cercato il sistema per coinvolgervi e ho pensato di elaborare una specie di quiz, un test a risposta multipla, come quello per la patente.

Dieci-domandine-dieci, e più possibili risposte, forse tutte giuste, forse tutte sbagliate, lo deciderete voi.

Per mettere un po’ di pepe fin da subito, ho anche pensato di dividervi in gruppi, due gruppi di soli maschietti, e due gruppi di sole femminucce. Tra un quarto d’ora mi riporterete le vostre risposte di gruppo. Quattro fogli.

Io proietterò una alla volta le domandine e analizzeremo insieme le risposte, in modo da non fermarsi a perdere tempo su quello che sappiamo già benissimo e chiarire invece le idee dove eventualmente fossero un po’ confuse.

Ok?

Bene, questi sono i fogli del test.

 QUESTIONARIO EDUCAZIONE SESSUALE (2011)

Ci rivediamo qui tra un quarto d’ora.

(to be continued)

Sesso, vita, armadietto – campo base

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Giro da anni la provincia per partecipare alla serata a tema “medico” degli incontri prematrimoniali per fidanzati.

Che ne so perché queste cose le fanno fare a me?

Mica son ginecologo, io.

Evidentemente però non ho tanta concorrenza, e anche quest’anno già l’agenda si sta infittendo di date.

Oh, colleghi! Mica posso fare tutto io!

Come dite?

Non sapete come affrontare l’argomento? Vi terrorizza parlare di sesso a gente che ha in media trent’anni e convive da cinque? Vi bloccate perché c’è qualcuno che si porta dietro (o per il momento ancora in pancia) i figli?

Ho quello che fa per voi.

Per prima cosa, però, dovete andare a rileggervi i post a tag “oggi sposi” del Diavolaccio.

Tutti, non barate!

Fatto?

Già. Certe malattie sono contagiose, anche l’incubazione è piuttosto lunga.

L’idea però è la stessa: io vi racconterò tutto quello che racconto alle coppie che incontro.

Tutto tutto.

Di solito mi servo di slides power point, e chiacchiero un’ora, un’ora e mezza. Un unico file, nominato “Sesso_vita_armadietto”, da cui il misterioso titolo di questo post.

Chiaro che dovrò sminuzzare tutto in tante briciole, e proporvele un po’ per volta.

Magari alla fine, se fate i bravi,  vi metto tutto il file in un sol colpo, e vi risparmio la fatica di montarne i brandelli. Così magari gira il mondo anche qualcun altro e io mi pensiono.

Avvertenze:

-         mi esprimerò esattamente come se avessi di fronte le coppie di fidanzati che incontro: fate finta di essere tra loro.

-         se c’è qualche medico in ascolto, prenda del valium. Non ho intenzione di far lezione di anatomia e fisiologia, ma di far pensare a partire da anatomia e fisiologia. Niente terminologia strettamente scientifica, non cerco clienti, cerco cuori e cervelli.

-         Le immagini delle slides sono tratte dal web, nel corso di anni (e anni). Se qualcuno avesse qualsiasi cosa da ridire me lo comunichi e le immagini saranno rimosse e sostituite con altre del tutto analoghe.

-         L’aggiornamento dei post sarà del tutto precario, ma cercherò nei limiti del possibile, di non tirarla troppo lunga. Non escludo di intervallare questi post con altri, ma ho imparato a limitare le promesse.

-         Se poi l’esperimento funziona, potrei anche proseguire con altri argomenti … ma questa è solo una minaccia.

Pronti?

(to be continued)