_______________________________________________________
Ecco, vediamo cosa avete risposto a questa domanda: due persone fertili che fanno l’amore in un giorno “adatto” al concepimento… quali sono le probabilità di avere effettivamente una gravidanza?
Mmmhh… quasi tutti avete puntato al 50%… Vedremo insieme che non è così, che la percentuale corretta si aggira intorno al 20-25%.
Viene da chiedersi perché. Perché uno+uno non fa due?
Di primo acchito mi verrebbe da pensare: diamine! Non sono io, non siamo noi i padroni della vita! Questa cosa la gestiamo solo in minima parte ma non dipende tutto e solo dalla nostra volontà.
Già. Ma come mai?
Una prima difficoltà è dovuta al fatto che spermatozoi e ovociti si devono incontrare mentre sono entrambi vitali. Ma quanto può vivere un ovocita? Ne avete idea?
Più o meno vive quanto una farfalla: 24 ore. E’ però complicato individuare quali sono queste 24 ore: ci vuole un ginecologo che ripeta ecografie in serie per essere ragionevolmente sicuri del momento della ovulazione. E’ meglio che l’ovocita pensi di andare col primo che passa, che la vita è breve! Se non passa nessuno, via! l’ovocita muore e non succede niente.
E lo spermatozoo? Quanto vive? Più o meno vivrà un giorno anche lui, no? Vedremo invece che in qualche circostanza ci sono spermatozoi che arrivano a vivere anche 72 ore.
Quindi un rapporto sessuale il lunedì può innescare una gravidanza anche giovedì.
Ma, pur se difficilmente individuabili, sono pochi i giorni effettivamente fecondi per la coppia in un mese.
E poi, altra difficoltà, si concepisce attraverso un rapporto sessuale.
Ecco, io qui vi volevo mettere l’immagine di un bel rapporto sessuale, una bella foto di un uomo e una donna che fanno l’amore.
E immancabilmente mi sono frenato. Mi hanno insegnato a pensare che questa è pornografia. Il mio cervello è ormai tarato al punto da pensare che un uomo e una donna che si amano, che hanno un vertice fisico di unione in un rapporto sessuale completo, sia pornografia. Che scippo! Che furto, che perdita! Il momento bellissimo dell’amplesso, il momento in cui posso guardare mia moglie negli occhi e dirle: ti amo per quello che sei e non per quello che fai, il momento in cui io e lei diventiamo una carne sola, come può essere pornografico?
Due esseri umani che si guardano negli occhi, in questo momento, a differenza di ogni altro animale…
C’è un filosofo che descrive questa situazione come si trattasse di un “animale con due schiene”: che bello!
Comunque sia, mi sono limitato a mettere uno schema di quello che succede dal punto di vista genitale. Il pene eretto del maschio penetra sul fondo della vagina e lì deposita il suo carico di spermatozoi.
E si potrebbe pensare che quello fosse il posto migliore per loro, o quanto meno il posto più vicino al loro obiettivo finale.
E invece no: è come se gli spermatozoi precipitassero nell’acido muriatico. Il pH del fornice vaginale è talmente basso che la loro sopravvivenza è assolutamente a rischio. Nella migliore delle ipotesi lascia vivo il fornice vaginale solo il 2% degli spermatozoi.
Una strage! Mi viene spontaneo pensare allo sbarco in Normandia. Avete presente il film “Salvate il soldato Ryan”? Arrivano sulla Omaha Bay, tirano giù le paratie e… ta-ta-ta-ta- ta! Tutti morti! Prima di cominciare! Echhediamine! Non vale!
D’accordo, è un paragone che fa sorridere, però mi piace ricordare che anche questi coraggiosi soldati, in qualche modo, ci hanno dato la vita, o almeno una qualità di vita ben diversa da quella che ci prometteva il nazionalsocialismo.
Insomma: è un suicidio collettivo? Guardate bene, perché c’è qualcuno di questi gameti che pensa che no, oggi non è un buon giorno per morire, e decide che è meglio “suicidare” il suo vicino.
Se vuole sopravvivere, però, ha una sola via di fuga: la bocca dell’utero.
Si dà il caso, però, che la bocca sia chiusa, per tre settimane su quattro, più o meno. E quindi non c’è scampo per nessuno, in questi giorni tutti gli spermatozoi muoiono qui, sul fondo della vagina.
Per pochi giorni in un mese, però, le maglie della difesa sono allentate e i gameti maschili riescono ad intrufolarsi e passare oltre, salendo nel collo dell’utero.
Cosa determina apertura e chiusura del passaggio? Si tratta della qualità del muco cervicale, prodotto da ghiandole presenti nel collo dell’utero.
Come il muco che produce il mio naso cambia di qualità a seconda che io abbia il raffreddore o l’influenza, così cambia anche fisiologicamente la qualità del muco che scende dalle ghiandole fel collo uterino e si affaccia sui genitali esterni femminili. Ogni donna sa che per qualche giorno questo muco è trasparente, filante, a chiara d’uovo, mentre per lo più rimane denso, grumoso, appiccicaticcio.
Il muco filante, estrogenico, è fertile (muco filante, pericolo costante!), il muco denso, nel periodo progestinico, è sterile, nessuno spermatozoo lo attraversa.
Seguiamo il percorso del 2% degli spermatozoi che risalgono entro il collo dell’utero.
Qualcuno di loro prosegue diritto verso l’obiettivo finale, ansioso di arrivare primo. Però può essere che arrivi alla meta e non trovi alcun ovocita; senza riserve energetiche questo gamete morirà. Altri suoi concorrenti possono invece stazionare per 24-48 ore entro le camere mucipare del collo uterino, quasi sostassero per la notte in un motel nell’attesa di fare una “partenza intelligente” l’indomani. Sono questi i gameti maschili che sopravvivono anche 72 ore.
In ogni caso, arrivati entro il corpo dell’utero, gli spermatozoi sopravvissuti dovranno dirigersi a destra o a sinistra, entro le tube, verso uno dei due ovai. Ma l’ovocita è presente solo da un lato, e il numero degli spermatozoi che ha qualche chance di successo si riduce ulteriormente.
Capite bene che il numero di quelli che riescono ad imboccare la tuba giusta e arrivano in vista dell’ovocita è decisamente diminuito, rispetto alle premesse e quindi forse ora trovate più logico pensare che le percentuali di successo finale siano decisamente ridotte.
Per inciso, uno studio su 1239 coppie dello Utah ha dimostrato che cercare una gravidanza nei giorni identificati più adatti secondo l’analisi di segni e sintomi fisiologici, prevede un successo del 25% dei casi, mentre nello stesso periodo metodi di fecondazione in vitro non arrivavano oltre il 20%. Già: la natura offre ancora risultati migliori rispetto alla tecnoscienza, che delude quatto coppie su cinque, rimandandole a casa col portafogli vuoto e il cuore gonfio di amarezza.
No credete alle sirene, spesso tradiscono.
(to be continued)


















Download slide sva1